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Dal Vinitaly 2015: Le viti resistenti

Procedendo nel nostro viaggio all’interno del Vinitaly 2015 ci imbattiamo in una piccola azienda del Trentino che fa della viticoltura estrema il suo punto di forza.

Incontriamo Nicola del Monte di Filanda de Boron, un giovane ragazzo che ha deciso di intraprendere la coltivazione della vite ai piedi dell’Adamello, a Tione di Trento vicino a Madonna di Campiglio.

Grazie alle sue varietà resistenti ha potuto piantare questi vitigni in una zona che non ha nessuna tradizione enologica e dove gli inverni sono estremamente rigidi.

Ci racconta di aver piantato il Solaris che a quelle altitudini non necessita di alcun trattamento e che in otto anni di attività non ha mai dato una volta lo zolfo o il verde rame, è una vite autoresistente.

Ci presenta il Lauro, una leggerissima spumantizzazione con metodo Martinotti per preservare il più possibile i profumi del territorio, che fa neanche 30 giorni di autoclave e il Dedit, fermentato su lieviti indigeni in botti di acciaio inox, che presenta i profumi freschi della montagna, fruttato e di una ottima acidità.

Altra azienda che tratta viti resistenti è la Lieselehof nel comune di Caldaro.

Qui c’è in degustazione il Julian, dal vitigno Bronner che ricorda il Pinot Grigio e il Reisling, coltivato a 450 mt. slm e che presenta profumi mielati e di frutta esotica, con una decisa persistenza e acidità.

Anche in questo caso si tratta di un vitigni resistenti che non hanno bisogno di alcun trattamento e che si autodifendono grazie all’altitudine e all’ambiente circostante.

Sono aziende veramente molto interessanti e meritevoli di attenzione; il coraggio alle volte paga.

 

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