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In giro per l’Italia al Vinitaly 2014

Anche quest’anno sono andato al Vinitaly e come spesso accade mi trovo a fare un percorso diverso da quello che mi ero programmato.

 

In questo mio piccolo articolo metterò solo i vini che mi sono piaciuti senza soffermarmi su quelli che non mi hanno dato particolari soddisfazioni.

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Ho iniziato nello stand della Campania degustando un Biancolella delle Cantine Antonio Mazzella, produttore che non conoscevo, vino piacevolmente floreale, fresco e abbastanza sapido.

Le aree di produzione di questa azienda si trovano nel versante sud est dell’isola di Ischia a circa 150 metri sul livello del mare dove i vigneti sono raggiungibili solo a piedi e la loro coltivazione avviene solo manualmente.

Dopo il Biancolella ho potuto degustare la Vigna del Lume, coltivato nel versante est dell’isola in località Punta del Lume.

Le uve di questo vino vengono raccolte nella prima decade di ottobre un po’ più mature e quindi leggermente più ricche di zuccheri, la pigiatura e la torchiatura avvengono ancora nell’antica maniera in piccole grotte scavate nel lapillo dove il mosto viene lasciato per 12 ore.

Successivamente viene trasportato via mare a Ischia Ponte e poi a Campagnano dove ha sede l’azienda.

Il vitigno è sempre Biancolella, ma ha profumi di un fruttato quasi maturo, fresco e leggermente sapido.

Altro vino in degustazione il Forastera coltivato nella località di Grotta di Terra, vinificato dall’85% di uva forastera e il restante uva rilla, coglionara, caca mosca.

Nel naso sentori erbacei, al palato fresco con una buona mineralità.

Nel complesso l’azienda mi ha fatto una buona impressione e i loro vini mi sono piaciuti, soprattutto il Forastera.

Altra produttrice della Campania è Marisa Cuomo dove a Furore, nella costiera amalfitana, fa una viticoltura eroica a causa dei terrazzamenti dove le viti centenarie si sviluppano orizzontalmente e sdraiandosi su roccia e terra piombano verso il mare.

Ho potuto degustare tutta la serie di vini come il Fiorduva, con un fruttato esotico di buona persistenza aromatica, il Furore Bianco e Rosso e il Ravello Bianco e Rosso.

Il Furore Rosso è sicuramente quello che più ha dato soddisfazioni con sentori di liquirizia, frutta matura e al palato morbido e speziato.

Produttrice di ottima qualità.

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Passando poi per il Trentino non ho potuto fare a meno di assaggiare i famosi prodotti di Pacherhof, tra Kerner e Riesling.

Successivamente mi sono soffermato sulla parte dei vini naturali, dove c’erano produttori molto interessanti come Skerk e Tenute Dettori.

Una filosofia di vita dove la macerazione avviene senza l’uso di lieviti ed enzimi e i vini non vengono né chiarificati né filtrati…quello che esce dalla bottiglia è quello che si produce in azienda naturalmente.

Skerk si trova nel Carso, nella provincia di Trieste dove i terreni sono aridi, brulli e sassosi, da qui nascono vini di una spiccata personalità come il Vitovska, vino bianco da una varietà autoctona del luogo con un retrogusto di mandorla e l’Ograde, assemblaggio di Vitovska, Malvasia, Sauvignon e Pinot Grigio, vivo e piacevolissimo, sapido e fresco.

 

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Tenute Dettori invece è della zona di Sassari e anche qui si coltiva con solo uva e zolfo.

I vigneti sono secolari e sono rimasti come in origine ad alberello.

In degustazione c’erano l’Ottomarzo (100% Pascale), Chimbanta (100% Monica), Tenores e Dettori (100% Cannonau) e il Moscadeddu (100% Moscato).

Sicuramente da riassaggiare.

Per quanto mi riguarda un Vinitaly sicuramente interessante che mi ha fatto scoprire produttori che non conoscevo.

 

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