• walter-martino-personal-sommelier-slide01
  • walter-martino-personal-sommelier-slide02
  • walter-martino-personal-sommelier-slide03
  • walter-martino-personal-sommelier-slide04

Vino biologico, biodinamico e naturale: quali sono le differenze?

C’è una gran confusione nelle definizioni di vino biologico, biodinamico e naturale, determinato dalla mancanza di una normativa chiara e dall’assenza dell’indicazione in etichetta, che disorienta i consumatori finali.

Il risultato è che spesso questi termini si interscambiano, per questo cercherò di fare un pochino di ordine senza avere la pretesa di chiarire una situazione che chiara non lo è.

Per il vino naturale non esiste una normativa che lo definisca ma esistono due grandi organizzazioni di produttori italiani (Vinnatur e Viniveri) che si sono date delle regole e a cui gli associati devono sottostare per produrre tale vino.

Le regole delle due associazioni vietano l’uso dei pesticidi e fertilizzanti chimici in vigna e l’uso dei lieviti selezionati per innescare la fermentazione, cioè chimici come avviene nei vini tradizionali, mentre l’uso di anidride solforosa è limitata a 80 mg/l per i vini secchi e 100 mg/l per vini dolci, contro i 150 mg/l per i rossi e 200 mg/l per i bianchi nei vini tradizionali secchi e 200 mg/l per i rossi e 250 mg/l per i bianchi nei vini tradizionali dolci.

Il vino biologico, invece, è certificato dal Regolamento Europeo del 2012 e quindi si presenta con un marchio di qualità presente in etichetta.

Il regolamento del vino biologico riguarda in realtà solamente le tecniche di coltivazione, che sono le stesse dei vini naturali e non le pratiche di cantina, quindi paradossalmente un produttore potrebbe fare biologico ma utilizzare lieviti selezionati e additivi chimici durante la vinificazione.

Il vino biologico potrebbe quindi essere naturale, ma in realtà potrebbe anche non esserlo.

Per quanto riguarda il limite di anidride solforosa è 100 mg/l per i vini rossi e 150 mg/l per i vini bianchi.

E qui, secondo me, molti di voi sono già rimasti a bocca aperta in quanto vi è il mito che biologico voglia dire necessariamente naturale.

Infine ci sono i vini biodinamici che seguono i principi di Rudolf Steiner sulle fasi lunari e su pratiche di coltivazione del biologico.

C’è una società privata di nome Demeter che certifica il vino come biodinamico e che ha adottato delle regole sulla base dei principi già presenti.

Per quanto riguarda il lavoro in cantina sono ammessi solamente i lieviti indigeni, cioè quelli che si trovano nell’aria e non quelli selezionati, è consentito poi l’utilizzo di anidride solforosa e la chiarificazione attraverso bentonite.

Come potete notare quindi la confusione esiste e non poco, speriamo che gli organi proposti possano regolamentare il prima possibile con una normativa seria e che serva a fare chiarezza per i consumatori.

 

Login